La legge 8 marzo2017, n.24 (Gelli-Bianco) disciplina la sicurezza delle cure come parte integrante del diritto alla salute, obbligando strutture pubbliche e private a gestire il rischio clinico. Si realizza tramite la prevenzione e la gestione del rischio sanitario con il coinvolgimento di tutto il personale, incluso i liberi professionisti.
Nel mondo, secondo l’OMS, il 10% dei pazienti riporta un danno riconducibile a responsabilità medica e nel 50 % dei casi è evitabile attuando una prevenzione appropriata. L’AUSL della Romagna attua un progetto sicurezza (sistema integrato), che viene aggiornato annualmente, in ambito ospedaliero e territoriale. E’ stata creata una cabina di regia per la sicurezza delle cure allargata alle direzioni mediche, assistenziali e distrettuali.
Il presente convegno “pubblico” aperto a tutta la popolazione, oltre che al personale sanitario, intende evidenziare che l’AUSL Romagna è impegnata a tutto campo nella realizzazione della prevenzione del rischio clinico utilizzando a Forlì e nell’IRST di Meldola da decenni la somministrazione dei farmaci con la “dose unitaria” in ambito ospedaliero, la distribuzione diretta dei farmaci ai malati in dimissione post ricovero e con patologie croniche. Anche i medici di famiglia sono impegnati nella gestione della terapia farmacologica domiciliare e nelle strutture protette.
Il modello organizzativo del Laboratorio Unico dell’Area Vasta Romagna (popolazione di riferimento di circa 1,2 milioni di abitanti) è una certezza di alto livello di sicurezza nella diagnostica di base e nella ricerca.
Anche il cittadino con malattia più o meno rara in questo contesto può ottenere una diagnosi precoce ed affidabile e deve essere coinvolto nelle strategie terapeutiche soprattutto quando viene attuata una polifarmacoterapia.